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DESTINAZIONI DIARIO DI VIAGGIO Vietnam

Diario di viaggio – Sapa

Pagina 2 – by Ale

 

Sono cinque giorni che io e Luca abbiamo gli stessi vestiti addosso.

Pensavamo di trovare solo un po di freddo tra le montagne, invece Hanoi era piovosa e piuttosto fresca in questi giorni. Fatto insolito, a detta di chi ci vive.

L’arrivo a Sapa è un trauma vero e proprio. Ore 7:00: ci svegliamo nello sleeping bus rincoglioniti e disorientati. Aprire gli occhi e ritrovarsi in un lettino stretto sul fondo di un autobus non è il massimo, tantomeno se il sonno viene interrotto da gente che bussa sul finestrino per farti scendere.

Mi sento la schiena e le spalle a pezzi dalla sera precedente dopo tutti i chilometri percorsi a piedi, ho bisogno di rimettermi le lenti a contatto e di mangiare. Immediatamente. Luca ha l’aria di chi vorrebbe avere un mitra tra le mani.

Dobbiamo riprendere gli zaini e andare in cerca del nostro hotel, ma quando smontiamo dal bus rimaniamo fermi a guardarci attorno.

Nebbia. Ma tanta nebbia. Ma talmente tanta nebbia che Silent Hill in confronto sembra Ibiza.

Ma dove siamo finiti? Ma che posto è? Sapa? Siamo sicuri?

Mi ricordo le foto viste su Google: risaie verde smeraldo con abitanti di tribù etniche delle montagne vestite di colori sgargianti che passeggiano sorridenti. Qua di verde smeraldo al massimo si riesce a trovare un semaforo. Forse.

Ok calma e sangue freddo. Come prima cosa accendo il navigatore per capire quale direzione prendere, ma ovviamente nello schermo il puntino blu che indica la mia posizione è nel bel mezzo del nulla. Direi ottimo.

Luca chiede indicazioni ad un venditore ambulante dallo sguardo sospetto e cominciamo a camminare per una strada in salita. L’umidità mi penetra nei vestiti e sento il sudore correre tra la schiena e lo zaino, ma almeno ci accorgiamo dopo un po’ che stiamo entrando in città. Dopo circa un’ora riusciamo a trovare l’hotel, che per fortuna è staccato dalla strada principale. Dico per fortuna perchè anche qua in montagna hanno questo vizietto di stordirti il cervello con il clacson dall’alba al tramonto, anche se il traffico è decisamente minore.

Non mi dilungo nella descrizione dell’hotel, vi rimando al post che abbiamo scritto cliccando qui.

Sapa è un posto strano e magico allo stesso tempo. La nebbia in questi giorni è costante e viaggia alla velocità di un treno. Il minuto prima non c’è, il minuto dopo non vedi ad un metro di distanza.

Le donne dei gruppi etnici che si trovano nelle foto esistono sul serio e sono ovunque, ma è facile riconoscere quali sono in città per fare scorta di merce prima di tornare al villaggio, e quali si incollano ai turisti per riuscire a vendere qualcosa. “Shopping me?”, questa frase l’avrò sentita 300 volte nell’arco di una giornata. E bisogna arrivare a guardarle male perchè si scollino.

Le proposte di trekking sono infinite, ma eravamo già partiti con l’idea di provare un fai-da-te. A maggior ragione adesso che visto il tempo avremmo speso soldi per vedere solo nebbia. Tra l’altro Sapa è un po’ più cara di Hanoi, è una cosa che ho notato soprattutto sul cibo e sulle sigarette.

Tipo l’altra sera che convinti di fare buona cosa andiamo a mangiare 5 spiedini a testa in una bancarella di street food e alla fine ci presentano un conto di 330.000 Dong (13€), che per noi sono tantissimi considerando che di solito spendiamo al massimo ma proprio massimo 6/7€ in due.

Il primo giorno, dopo l’arrivo traumatico, collassiamo. Io prendo un Oki e dormo tutto il pomeriggio. Devo ancora abituarmi a questo ritmo e a questi pesi da portare sulle spalle.

Il secondo giorno ci svegliamo carichi e ci incamminiamo lungo la via che porta ad un villaggio a qualche chilometro da Sapa: Cat Cat.

Serve il biglietto di 50.000 dong per entrare nel villaggio (come in qualunque altro villaggio di Sapa), ma ci stà. E’ un prezzo irrisorio alla fine e i soldi vanno nelle tasche della popolazione locale. E qui vediamo quello che ci aspettavamo di vedere. Non c’è il sole e nemmeno il verde smeraldo, ma le risaie con la nebbia che le percorre velocemente sono uno spettacolo incredibile!

Luca è distrutto moralmente perchè si aspettava di trovare i bufali che pascolavano, e invece ci sono tanti bei maiali neri che sguazzano nel fango. Fango che tra l’altro ci sarebbe arrivato in gola se non avessimo comprato due paia di magnifici sacchi  impermeabili da metterci attorno alle scarpe, che tutti ci hanno tanto sfanculato nelle foto. Sono stati l’acquisto migliore soprattutto perchè, visto che noi proprio non siamo in grado di seguire i percorsi turistici tracciati, ci siamo incamminati per una strada secondaria pensando di tagliare e invece siamo finiti in mezzo alla risaia infangata proprietà di una fattoria. Dietro front immediato prima che esca qualche vietnamita con la spranga chiodata.

Camminiamo per molto lungo i pendii e ad un certo punto io comincio a sentire la fame. Tanta fame. E non ho la più pallida idea di dove andare. E qui compare la nostra seconda salvatrice.

Da una baracca che emana profumo di cibo compare una vecchietta alla quale evidentemente facciamo pena, che ci invita ad entrare e ad accomodarci in uno dei tavolini di plastica messi a caso dentro a una veranda con le pareti scrostate e il pavimento praticamente inesistente. A suo modo però sembra organizzata e realizziamo che forse si tratta di una mensa locale o qualcosa del genere. Ci porta due piatti mastodontici di riso e pollo per 1€ a cranio, ci offre l’anguria, e il tipico the vietnamita. Buonissimo, ma maledetto il giorno che ho alzato il coperchio della teiera per vedere cosa c’era dentro.

Ad ogni modo ancora una volta è spiazzante la gentilezza di questa gente. Sembra una lezione di catechismo è vero, ma il senso di condivisione di chi vive in una povertà onesta come la loro è disarmante per noi occidentali.

L’indomani dobbiamo spostarci alla Baia di Halong, e troviamo in internet un bus che va direttamente alla destinazione senza passare per Hanoi. Un’altro sleeping bus. Spero di farcela, anche perchè questa volta il viaggio dura 8 ore.

Ora vi lascio qualche scatto di Sapa e vi saluto. Scusate ma sto crollando, sono le 10 di sera.

 

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Comments (4)

  • Luca bellissime foto!! E’ una fantastica esperienza in tutti i sensi, certo con un po’ di sacrifici che poi son ben ricompensati dalla bellezza dei posti,
    quasi vergini, dal senso di condivisione della gente. Ma siete gli unici occidentali lì o avete incontrato altri?
    Domani alla Baia di Halong avrete modo di rilassarvi.
    Un abbraccio a entrambi e continuate così.
    Alla prossima!!!

  • Bravo Ale!!! Bello leggervi!!! Buon riposo alla prossima pagina! Bellissime le foto! Ma cosa c’era dentro la teiera?????? Ciaoooooo

  • No ovviamente ci sono anche altri occidentali, ma i vietnamiti sono migliaia ovunque :)
    Grazie mille Antonio!!
    Alla prossima

  • Ciao Michi!!
    Grazie mille, dentro la teiera c’era un miscuglio di cose non ben identificabili tutte pressate sul fondo! Meglio non sapere :)
    Un abbraccio

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